Ju (ideogramma)
L’ideogramma JU ha, fin da tempi molto remoti, una vasta letteratura di interpretazione che si riallaccia dalle teorie del Taoismo a quelle dl famosi strateghi militari cinesi dl quei tempi. Molte “spiegazioni”, che appaiono anche in documenti di antiche Scuole di jujitsu per la formazione dei samurai al servizio dei Daimyo delle varie epoche, sembrano astratte o esagerate, ma il panorama generale che se ne deduce è che la spiegazione del JU è basata su tecniche concrete, e su ciò è basato anche il pensiero del prof. Jigoro Kano, ideatore e creatore del Metodo Judo.Il carattere cinese JU ha diversi significati: può significare “morbido”, può intendere “debole”, può essere interpretato in alcuni casi “intrattabile”. “sottomesso”, in altri “gentile”, “armonioso”; e in qualche caso come “a propria agio”. Mentre le varie “arti marziali” dei samurai prendevano generalmente il nome dal mezzo, dall’arma usata, per il jujitsu ne fu fatta un’ eccezione. Le varie Scuole vollero introdurre il termine JU nel nome delle loro arti per sottolineare che tutte le buone tecniche erano basate sul principio che “la gentilezza può controllare la forza”. JU si può anche riferire a una giovane pianta; esprimere la flessibilità di un giovane albero che non teme che i suoi rami possano rompersi. La parola jujitsu, allora, può essere interpretata come un gruppo di tecniche che sono morbide, sottomesse, gentili. Inoltre, questo può essere meglio capito se JU e pensato come opposto di “duro”.In un antico testo cinese di strategia militare (SanRyaku), scritto nel periodo Lou [1100-256 a.C.] c’è l’espressione: “Ju yoku go wo seisuru”, la cui traduzione è “La dolcezza controlla la durezza” e inoltre “la debolezza controlla la forza”, “la dolcezza è virtù, la durezza è male “. “i deboli sono aiutati, i forti sono attaccati”.
Il principio del JU in jujitsu
I concetti del Taoismo, il Libro dei cambiamenti (Yi-King) e il principio del “positivo” e del “negativo” della filosofia cinese ebbero una considerevole influenza sui praticanti di Jujitsu nel periodo Edo (dall’inizio del XVII secolo alla meta del XIX). E ciò risulta dagli archivi delle varie Scuole. La Scuola Sekiguchi non accentuava né la morbidezza né la durezza, ma una combinazione di entrambe. Questo era, per loro, il principio del JU che applicavano nella loro pratica. La Scuola Shibukawa sosteneva che JU significasse “trattabile”, “sottomesso”, mentre la Scuola Jikishin insegnava: “gentilezza fuori e robustezza dentro”, e dichiarava che il JU era “dolcezza nella forza e forza nella dolcezza”.La scuola dl Kito, che ebbe molte affinità con il Kodokan, era basata sui principi positivi e negativi della filosofia cinese; e ciò si rifletteva nel suo stesso nome: KI (che significa alzarsi) era il principio positivo, mentre TO (che significa cadere) era il principio negativo. I cinesi rappresentavano la forma negativa con IN, che significa “ombra” e quella positiva con YO che significa “luce”. Cosi il principio della Scuola Kito era che ” l’ombra poteva essere conquistata dalla luce. La luce poteva essere conquistata con l’ombra “. La Scuola Tenjinshinyo sottolineava che JU significava “sottomesso”: il corpo deve obbedire alla mente.

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