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Judo Educazione – Judo Shentao

Judo Educazione – Judo Shentao

Capita, talvolta, di volersi guardare intorno a quello che è il nostro piccolo universo, quello che gli eruditi chiamano microcosmo, ossia la nostra stessa vita. Allora ci si volta anche indietro, si guarda al passato, al presente e ai progetti futuri, si pensa alla famiglia si pensa agli amici, all’amore, si pensa alle grandi passioni.
Noi, che SIAMO SHENTAO, una grande passione in comune ce l’abbiamo, si chiama JUDO; il JUDO non è solo uno sport da combattimento, non è semplicemente un’arte marziale, è qualcosa di molto più importante, più profondo: è un metodo educativo, per chiunque di noi lo pratichi, a prescindere della motivazione per la quale il JUDO viene praticato.
Penso, in particolare, ai bambini che travolgono numerosi, con il loro innato entusiasmo e la loro infinita energia ludica, le nostre palestre, regalandoci con la loro innocente voglia di giocare con noi a JUDO, la forza di crescere, ancor di più, e di essere all’altezza del loro impegno sul tatami.
È una vera poesia esistenziale, una palestra piena di sorrisi, un tatami colmo di allegria e voglia di giocare a JUDO, di rubare l’esperienza e le capacità dei nostri insegnanti tecnici e farla propria, talvolta anche con quella sfrontata irriverenza che ai bambini appartiene.
È il primo passo di un gioco educativo, di una forma di educazione sportiva dove loro, i bambini, sguazzano come in acqua durante i loro giochi estivi o si rotolano, come in un prato quando imitando immaginari eroi, si confrontano combattendo tra di loro con una colonna sonora di risate che sostituiscono il clangore delle spade. Non importa chi vince, conta essersi ritrovati in un gruppo che permette, a chi ne fa parte, di crescere nello sport e di identificarsi in un contesto dove noi, che SIAMO SHENTAO, abbiamo la consapevolezza di aver creato, tutti indistintamente, un gruppo che oltre ad essere numeroso, come ho già scritto in altre occasioni, è sano e anche vincente.
Quando parlo di gruppo vincente, non mi riferisco unicamente agli importanti risultati agonistici, penso a qualcosa di molto più importante, di molto profondo; penso alla nostra consolidata capacità di portare avanti la nostra passione con la necessaria umiltà, ricordandoci ogni giorno, ogni qualvolta saliamo sul tatami, per insegnare qualche nuova tecnica e per imparare qualche altro modo per sorridere alla vita, grazie ai nostri allievi, che non siamo educatori ma semplicemente facciamo parte di un sistema educativo che ci regala l’onore e l’onere di essere parte integrante di questa fantastica macchina della vita.
NOI SIAMO SHENTAO, noi non abbiamo bisogno di proclamare ruoli di responsabilità pseudo-importanti all’interno di prestigiose istituzioni per avallare un ruolo che non ci appartiene, né, tantomeno, di declamare ruoli di spessore tecnico presunto solo perché, forse, la vita non ci ha particolarmente gratificato.
Noi non vogliamo correre il rischio di riversare sui nostri compagni di viaggio, in questa passione che ci accomuna, le probabili frustrazione che emergono palesemente da chi educatore vuole essere a priori, aldilà dell’incapacità di educare, probabilmente, la propria stessa famiglia.
NOI SIAMO SHENTAO, impariamo prima di insegnare e siamo persone migliori quando condividiamo quello che siamo con quello che gli altri sono.

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